Natale nei Patrimoni del Sud: i dolci natalizi

I dolci del Natale tipici del Sud sono moltissimi e, senza dubbio, sono un patrimonio (di sapori).

 

Il Natale è il periodo in cui tutte le case italiane si riempiono di odori, buon cibo e di un’atmosfera di festa speciale. Ogni Regione ci permette di fare un viaggio nei sapori unico, ogni ricetta ha la sua storia e ci racconta qualcosa.

 

IL COUS COUS DOLCE

La pasticceria siciliana, fiore all’occhiello della nostra cucina, non smette mai di stupire.

Il cous cous dolce solitamente consumato nel periodo natalizio, è una ricetta tipica della Sicilia che non tutti conoscono.

Questo dolce sarebbe nato grazie alle monache del Monastero del Santo Spirito di Agrigento che ne custodiscono la ricetta. La curiosità interessate, infatti, è che la ricetta originale è ancora oggi un mistero. Si dice che le monache conoscano ingredienti e passaggi segreti per la realizzazione di questo piatto tipico siciliano.

Proprio per questo in tutta la Sicilia ne esistono moltissime versioni, più o meno simili. In ogni paese ed in ogni casa si prepara il cous cous dolce in modo diverso, ognuno ha aggiunto il suo tocco speciale.

Tra le tante versioni che esistono quasi sempre figurano gli ingredienti tipici della regione siciliana, come il Pistacchio di Bronte, le mandorle o la famosa zuccata, tutti uniti alla semplicità del cous cous.

È certamente un dolce particolare che vale la pena provare.

 

SCAURATIELLI CILENTANI

Gli scauratielli sono un dolce tipico del Natale cilentano. Come moltissime ricette del nostro Bel Paese anche questa viene tramandata di generazione in generazione.

La ricetta si dice risalga al VI o VII secolo a.C., periodo in cui in quei luoghi si stabilirono i Greci che fondarono Posidonia, ovvero quella che oggi conosciamo come Paestum.

La leggenda narra che questo dolce veniva preparato dai Greci durante la notte più lunga dell’anno, ovvero il solstizio d’Inverno. In quella occasione veniva celebrato un nuovo inizio. Si dice che sia proprio per questo che gli scauratielli prendono una forma tipica, ovvero quella della lettera Alfa (α) e della lettera Omega (ω), la prima e l’ultima dell’alfabeto greco, per simboleggiare l’inizio e la fine del ciclo della luce. Ancora oggi, coloro che si cimentano nella preparazione cercano di dargli la stessa forma che ci è stata tramandata dal passato.

Tradizione vuole che questa delizia venga preparata nella notte della vigilia di Natale, il 24 dicembre. Ovviamente, anche in questo caso, ne esistono moltissime versioni che cambiano di famiglia in famiglia.

 

LE CARTELLATE PUGLIESI

Se ci si trova in Puglia nel periodo di Natale bisogna assaggiare le famose cartellate, dolce tipicamente natalizio.

La loro forma si dice voglia rappresentare le fasce che avvolsero Gesù Bambino appena nato, ma anche la corona di spine che indossava al momento della sua crocifissione.

Si sostiene che l’origine delle cartellate sia antichissima, la prima testimonianza della loro preparazione risale al VI secolo a.C.. Infatti, in una pittura che è stata trovata nei dintorni di Bari si può notare la raffigurazione di un dolce molto simile a quello che conosciamo oggi.

Il loro nome, così come la loro preparazione, varia a seconda della zona in cui ci si trova ma questi nidi di pasta fritta sono un dolce amatissimo nel periodo di festa. La ricetta tipica le vuole impregnate di vincotto tiepido o miele e ricoperte di cannella e zucchero a velo, ma ovviamente, anche in questo caso le varianti sono tantissime.

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