Il vecchio e il mare: Acciaroli nei racconti di Ernest Hemingway

Il vecchio e il mare è una storia semplice come i pescatori del Cilento che narra l’esperienza di due personaggi: il pescatore Santiago e il grande pescespada, simbolo della grandezza e libertà naturale, che si trovano coinvolti in una cruda lotta nel mare furioso del golfo e che dura per ben tre giorni; alla fine è Santiago ad averla vinta sulla bestia che non riuscirà mai a condurre in porto.

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Il vecchio e il mare è il documento di un tempo che riecheggia e vede il perpetuarsi della situazione del vincitore sconfitto. E’ la dimostrazione veritiera di come, anche in tempi passati, l’uomo si è sforzato ad affrontare il destino avverso e solo per il suo sforzo è riuscito a godere della vittoria nella sconfitta.

«Tutto in lui era vecchio tranne gli occhi che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri ed indomiti»

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Perché Acciaroli

Il narratore, in occasione del passaggio della V armata U.S.A. del generale Clark alla quale apparteneva, ebbe occasione di vedere Acciaroli per la prima volta, nonché di essere attratto dalle sue bellezze.

Nei primi anni del 1950 lo scrittore ritornò ad Acciaroli (dal 1950 al 1953 Ernest Hemingway è in Italia e viaggia tra Venezia, Cortina e altre città), allora piccolo e semplice borgo di superba bellezza, desioso di vita che, con le sue case, come perle distese sugli scogli, incrostate di salsedine, inumidite dalle onde spumose e inebriate dal fresco profumo della fauna marina, riusciva a fornire caratteristiche fiabesche.

Qui, un giorno, giunse da lontano uno scrittore dal whisky facile, troppo curioso per i gusti degli uomini di mare, che alla fine però riuscì simpatico con la sua generosità; a quei tempi un sorso di buon secco era tanto.

Ernest Hemingway quando fu ad Acciaroli alloggiò per un periodo all’albergo La Scogliera, in Via Federico Piantieri, nei pressi dell’allora piccolo approdo. Solo successivamente decise di fittare una piccola abitazione, di fianco alla chiesa, nelle immediate vicinanze della torre, posta sugli scogli e aperta al mare.

Un uomo in particolare, Antonio Maserone, soprannominato ” U’ Viecchiu”, racconta a Hemingway un aneddoto incredibile: un pesce spada del peso di un quintale che, data la mancanza di ghiaccio, giunto al mercato di Salerno, è andato già a male ed è stato bruciato. Sembra davvero possibile scorgere nel pescatore Santiago e nelle sue avventure il profilo e i racconti del cilentano Maserone. Ad Acciaroli non hanno dubbi: la vistosa insegna definisce “ paese di Hemingway” la cittadina cilentana dal 1951. Tuttavia, prove tangibili non ce ne sono: restano i ricordi degli anziani pescatori, che riescono ancora a vedere quello “straniero” passeggiare, col suo bicchiere di Amarone, fra le reti del porto, e le spoglie del vecchio albergo, ormai chiuso, che custodisce segreti che non verranno mai più svelati.

 

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