I Nuraghi: Simbolo della Sardegna

I Nuraghi sono, senza dubbio, uno dei simboli della Sardegna. Massima espressione architettonica dell’antica civiltà che popolava l’isola.

 

nuraghi sono delle costruzioni in pietra uniche nel loro genere e rappresentative della civiltà nuragica. Si tratta di torri difensive a forma di cono realizzate con macigni a secco.

Alcuni nuraghi, come nel caso di Barumini, sono posti all’interno di recinti costituiti da torri più piccole, collegate da muri massicci.

I primi, detti protonuraghi, furono costruiti in un periodo che si sostiene risalga al II millennio a.C.

Secondo lo studio fatto dall’archeologo Giovanni Lilliu durante l’età del bronzo si ebbe presumibilmente il maggiore sviluppo di questi particolari edifici.

Si calcola che siano stati realizzati non meno di 10.000 nuraghi e ne rimangono in piedi circa 7000 ancora in uno stato più o meno buono sparsi su tutta l’isola.

 

ORGINE DEL NOME:

La radice Nur dovrebbe significare “mucchio di pietre, mucchio cavo” ed è di origine prelatina. In alcune zone della Sardegna si utilizza il termine nurra per indicare proprio un mucchio di pietre.

Secondo l’archeologo Giovanni Ugas, invece, la parola nuraghe potrebbe derivare da Norax o Norace, eroe degli Iberi-Balari. Il linguista Massimo Pittau ritiene che la parola nuraghes è sicuramente da riportare al sostrato linguistico pre-punico, pre-romano e, quindi, protosardo o nuragico.

 

LA LORO ARCHITETTURA:

Il nuraghe classico ha la forma di una torre tronco-conica costruita senza materiali che tenevano insieme la struttura ma principalmente utilizzando pietre naturali dalla forma squadrata ed ogni masso doveva incastrarsi con quelli già messi in posizione. Ovviamente alla base dovevano essere posizionati i massi più grandi e via via si andava procedendo verso l’alto con pietre di più piccola dimensione.

C’era una sola entrata che dava direttamente su una camera interna con volta a cupola chiamata nella letteratura tholos.

Anche se le costruzioni si assomigliano tra loro ogni nuraghe è unico nel suo genere sia per costruzione che nella sua planimetria, ma anche per i tipi di pietra che potevano essere utilizzati.

Nel periodo tra il XIV e IX secolo a C, le costruzioni si fecero più complesse e alle torri esistenti si aggiunsero una o più torri laterali dando origine ai cosiddetti nuraghi polilobati.

Alcune supposizioni sostengono che i nuraghi complessi fossero la sede dei capi tribù o principi locali, ma è improbabile che questi fungessero da abitazione.

 

IL VILLAGGIO NURAGICO DI BARUMINI:

Il villaggio di Barumini è una delle testimonianze meglio conservate della civiltà nuragica. Infatti, è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità da UNESCO nel 1997.

Il Comitato ha deciso di inserire quest’area nella lista dei World Heritage ritenendo che i nuraghi siano l’esempio perfetto della risposta dell’uomo alle condizioni sociali, politiche e anche geografiche esistenti sull’isola nell’epoca della loro costruzione. Sono, inoltre, considerati simbolo di immaginazione innovatrice delle primitive popolazioni sarde.

Si distingue nel Villaggio Nuragico di Barumini una costruzione centrale alta 18 metri e collegata grazie a delle sale interne e corridoi con altri piccoli nuraghi. La torre centrale è la struttura più antica del sito e al suo interno c’è un cortile a mezzaluna con un pozzo profondo 20 metri, con molta probabilità si trattava dell’abitazione del dominus.

Oggi, è possibile visitare il Villaggio passeggiando tra i resti millenari vivendo un’esperienza assolutamente suggestiva.

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