GLI SCAVI DI VELIA

LA PORTA ROSA

La porta Rosa di Velia rappresenta un interessante esempio di uso dell’arco nell’architettura greca. In realtà non si tratta di una vera porta di accesso ma di un divisorio tra il quartiere nord e quello sud della città, una specie di barriera taglia fuoco creata per isolare le due aree cittadine.

La Porta Rosa di per se è una meravigliosa opera monumentale di grande interesse archeologico ma soprattutto rappresenta il luogo dove ha inizio l’avventura della metafisica occidentale. Qui ad Elea naque Parmenide (circa 515 AC) il fondatore della scuola Eleatica e il suo Poema “Sulla Natura”, parla anche della Porta che qui può essere vistata e attraversata. Percorrendo la via di Porta Rosa, possiamo visitare le Terme Adrianee (II sec. d.C.) dove sono visibili vari ambienti del calidarium e la sala del frigidarium, decorata da uno splendido mosaico con tessere in bianco e nere che raffigurano animali e mostri marini.

L’ACROPOLI E IL CASTELLO

Il promontorio è stata la prima area occupata dai coloni greci ed infatti è stata ritrovata una larga strada circondata da abitazioni, costruite con la tipica tecnica dei focei, che dallo sperone roccioso portava fino alla spiaggia. Intorno al 480 – 460 a. C. Si tratta di un autentico baluardo al quale venne affidato il difficile compito di difendere le vie fluviali comunicanti con il litorale tirrenico e con le zone interne e montane del Cilento.

IL POZZO SACRO E LE TERME

Il pozzo artificiale costruito per motivi religiosi ha una profondità di 8 metri. Nel pozzo i fedeli buttavano le loro offerte agli dei molte delle quali sono state ritrovate durante gli scavi. Poichè il luogo sacro è molto vicino al porto si è supposto che fosse utilizzato dai marinai per gli ex-voto al ritorno o per in vista di una partenza per ingraziarsi le divinità.

LE TERME

Di fondamentale importanza la sorgente Hyele dalla quale è stato realizzato l’impianto termale di notevole pregio ingegneristico con riscaldamento mediante vapore, una grande vasca a forma rettangolare per il bagno caldo e varie piccole vasche di terracotta per singole persone. In seguito ai lavori finanziati e ora in corso, l’area archeologica di Velia avrà un nuovo punto visitabile che rappresenta un simbolo molto forte ed importante legato alla storia e alla nascita della città che fu di Parmenide.

LA CASA DEGLI AFFRESCHI

La casa detta degli affreschi ha una ampiezza di 400 metri quadrati ed è stata riportata alla luce solo in piccola parte. E’ costituita da 34 ambienti, organizzati intorno ad un atrio, delimitati ad est da una strada romana pavimentata con blocchi di calcare. Il nome del complesso è dovuto al ritrovamento di un ricco repertorio decorativo riconducibile al Terzo Stile pompeiano che caratterizza alcuni ambienti relativi alla fase della prima età imperiale.

PERCORSO ARCHEOLOGICO

Il percorso archeologico comincia dalla città bassa, dove gran parte degli edifici risalgono all’età ellenistica e romana. Il vialetto d’ingresso costeggia la cinta muraria, lunga 5 km, costruita nel VI sec a.C. Davanti alle mura c’è una necropoli risalente al I –II sec. d.C.L’accesso agli scavi può avvenire anche attraverso Porta Marina Sud, protetta da una torre quadrangolare di due fasi costruttive: la prima risale al V sec. a.C. ed è fatta con blocchi di arenaria posti nella parte bassa, la seconda è databile al III sec. Via di Porta Rosa ha l’unico esempio di arco greco del IV secolo, un vero patrimonio dell’architettura dell’epoca. Attraversandolo si possono visitare le Terme Adriane, del II sec. d.C., dove sono visibili vari ambienti del calidarium e del frigidarium, decorato da uno splendido mosaico che raffigura animali e mostri marini. Continuando si troverà un santuario di Asclepio, divinità medica e guaritrice.Passeggiare nell’Agorà di Velia è un’esperienza che offre emozioni uniche. Salendo verso l’Acropoli, dove c’era un’area sacra a Poseidone, si trova un teatro, costruito in età romana sui resti di un antico tempio greco, dove è conservato il Santuario di Zeus. Sono presenti anche alcuni edifici danneggiati nel medioevo, quando viene costruito un castello. Di questo periodo si conservano la Torre Angioina e due chiese: la cappella Palatina e la chiesa di Santa Maria.Il declino di Velia giunse con il progressivo insabbiamento dei porti che causarono la fine degli scambi commerciali e della ricchezza economica. Con l’avvento del cristianesimo, la città divenne sede vescovile fino al definitivo impoverimento in seguito alle incursioni saracene. Grazie alla sua posizione privilegiata su un promontorio, in epoca normanna fu costruita una torre per l’avvistamento degli incursori dal mare. L’antica città ha riscoperto una nuova vita grazie agli scavi. Iniziati nel 1921 hanno riportato alla luce le bellezze architettoniche facendone ricostruire completamente la pianta. I lavori hanno reso Velia famosa in tutto il mondo tanto da essere dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1996.

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