Foresta Umbra

foresta umbra

La Foresta Umbra è una meravigliosa riserva naturale situata dentro il Parco Nazionale del Gargano, definita il suo polmone verde. L’etimologia dell’aggettivo con cui si definisce, umbra, deriva dal latino: ombrosa, cupa.
La sua area si estende fino a circa 15.000 ettari. In questa vasta distesa vi sono anche zone tutelate sin dal 1977, come le riserve naturali biogenetiche e Falascone, caratterizzate da faggeta mista, e una riserva integrale, mista tra faggeta e cerreta, nata nel 1971 a tutela dell’unica sorgente montana del Gargano esistente.
L’intera foresta è suddivisa in quattro parti concentriche: la zona A, la zona B, la zona C e la zona D, che tutelano rispettivamente:

  • zona A: area di riproduzione delle specie animali selvatiche. L’accesso al pubblico è vietato per la loro salvaguardia;
  • zona B: è la parte più incontaminata della Foresta Umbra in cui è il divieto severissimo di rumori molesti, urla o avere comportamenti che possano essere percepiti dalla popolazione animale;
  • zona C: in questa zona è vietato l’ingresso ai veicoli a motore, pur essendo libera la circolazione delle persone a piedi;
  • zona D: è quella che mostra la maggior tolleranza dal punto di vista ambientalistico, in quanto è la zona che include i paesi compresi nella foresta.

La flora della Foresta Umbra comprende tre tipologie principali: la faggeta (84% circa di faggi, in misura minore aceri, carpini ecc.); la cerreta (cerri e altre querce circa 45%, faggi 21%, poi carpini, aceri, tigli ecc.) in mezzo e il bosco mediterraneo con lecci e specie minori, in basso. In autunno tutta la foresta si colora di giallo, rosso e arancio regalando uno spettacolo mozzafiato.
La fauna è veramente variopinta e comprende: lepri, scoiattoli, fagiani, piccoli roditori, cinghiali, caprioli, picchi e donnole, cervi, daini, volpi, tassi e gatti selvatici. Tra gli uccelli troviamo: il corvo, la gazza, la capinera, l’usignolo, il pettirosso e il merlo. Tra i rapaci: lo sparviero, il nibbio, l’astore e la poiana, il grande gufo reale, l’allocco, la civetta e il barbagianni.

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