Scopri Caserta: i Ponti della Valle di Maddaloni

L’Acquedotto “Carolino”

L’Acquedotto “Carolino” è stato voluto da re Carlo III di Borbone affinché fosse portata l’acqua dal fiume Fizzo (in territorio di Bucciano ai piedi del monte Taburno) fino al Palazzo della Reggia di Caserta, ma anche a tutta la zona comprese San Leucio e Carditello.

È una delle più importanti realizzazioni effettuate durante il regno di Carlo di Borbone: è stato anche celebrato da due epigrafi (1759) che si trovano a livello stradale.

I lavori iniziarono nel 1753 fino al 1770 guidati dall’Architetto Luigi Vanvitelli: ci fu una spesa complessiva di 622.424 ducati.

L’Acquedotto è lungo 500 metri (circa 38 km): alto 1,3 mt. e largo 1,2 mt. Possiede 67 torrini con una struttura a pianta quadrata ed una copertura piramidale: hanno una funzione di ispezione e scarico in caso di troppo pieno.

Grazie alla presenza dei “Ponti della Valle” attraversa tutto il territorio partendo da Benevento fino a Caserta.

I “Ponti della Valle” hanno tre arcate sovrapposte di cui all’estremità rivolta verso Benevento, si nota, una stazione idrometrica che serve per misurare la portata del condotto.

77721539 – main facade the royal palace of caserta, campania, italy, south europe

Particolare interesse merita il mulino, realizzato contestualmente al condotto e utilizzato inizialmente come ferriera, in secondo luogo come molino per sfarinare e poi, nel 1903, come piccola centrale idroelettrica per alimentare la città di Caserta.

Tra l’altro, l’Acquedotto “Carolino” e le arcate dei “Ponti della Valle” è sito del Patrimonio dell’Unesco.

70309831 – italy, caserta, panoramic view of the park of the royal palace with marblr statue in the foreground

Visitare l’Acquedotto “Carolino” ed i “Ponti della Valle”

Per visitare l’Acquedotto “Carolino” ed i “Ponti della Valle” si parte dalle arcate che costeggiano il monte Longano fino al torrino n. 50, alla chiesetta di San Carlo, al vecchio mulino (costruito da Ferdinando IV nel 1795) e alla ferriera.

La ferriera era alimentata fino al 1822 dall’acqua dello stesso mulino, poi trasporta anch’esso in mulino.

I mulini furono realizzati su due livelli: al piano inferiore c’erano le macine e le scuderie mentre al piano superiore c’erano le abitazioni dei mugnai.

Oggi, della struttura del mulino al piano superiore sono rimasti solo i ruderi mentre in quello inferiore si trovava una stazione idrogeologica e un allevamento di suini. Ma oggi tutto questo non esiste più.

Conclusioni

Una visita all’Acquedotto “Carolino” e ai “Ponti della Valle” è una tappa importante…significa conoscere una parte importante di storia con tutti i suoi risvolti: l’importanza di quella costruzione e i suoi perché.

Insomma…è una tappa obbligata se ci si trova in quella zona.

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