Il complesso di San Leucio
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Il complesso di San Leucio

Belvedere di S. Leucio, 81020 Caserta CE, Italia

Il borgo di San Leucio si trova sul tracciato viario che da Caserta mena verso Caiazzo e la valle del Volturno. Ferdinando IV dopo aver avuto l’intuizione di creare una piccola comunità incentrata totalmente sulla tessitura di seta ed affini, creo la città di San Leucio. La comunità così costituita ottenne importanti concessioni sul piano sociale e legislativo. All’interno del Palazzo del Belvedere furono realizzate le stanze per la trattura, filatura, tintura della seta e la scuola ed attorno a questa struttura le abitazioni per gli operai. Tutto il borgo era organizzato con al centro la “piazza della seta” e il portale settecentesco, maestoso accesso alla reggia-filanda e ai quartieri con le case degli operai. Con l’Unità d’Italia l’opificio passò al Demanio dello Stato e l’attività produttiva venne data in concessione.

Storia, arte e cultura

Nel 1750 Carlo III di Borbone acquistò questo sito in cui, per volere di Ferdinando IV, si fondò la Real Colonia di San Leucio, che faceva parte di un progetto di realizzazione di una piccola città ideale in cui dare vita ad un innovativo sistema di riforme sociali, con leggi di stampo illuministico e ad una forma aziendale legata alla produzione e lavorazione della seta. L’origine della produzione serica a San Leucio risale al 1776 con l’apertura di una piccola manifattura di veli di seta, che si sviluppò fino alla lavorazione, nel 1785, di calze di seta. Attorno all’edificio della seta, nel Palazzo del Belvedere furono realizzate le abitazioni per gli operai, le stanze per la trattura, filatura e tintura della seta, e la scuola. Tutto il borgo era organizzato con al centro la ”piazza della seta” e il portale settecentesco, maestoso accesso alla reggia-filanda e ai quartieri, con le case degli operai. Queste abitazioni sono ancora oggi occupate, ed erano tutte uguali, con la stessa altezza, stesse apertura e stesso cornicione; avevano inoltre un orto e un giardino ed erano disposte su due livelli. Con l’unità d’Italia l’opificio passò al demanio e l’attività produttiva venne data in concessione.

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