La “sasizza pasqualora” partinicese

A Partinico è tipico degustare un unicum gastronomico che non esiste in nessun’altra località della Sicilia: la salsiccia realizzata, utilizzando, in dosi prestabilite, carne ovina e suina, nel periodo pasquale e che, pertanto, viene denominata “sasizza pasqualora”.
Essa è una preziosa attestazione di una tradizione gastronomica di Partinico legata ad arcaiche forme di contrattazione che avvenivano fra due componenti del mondo agricolo e pastorale: i burgisi permettevano al pastore di pascolare le sue pecore nei loro terreni, ricevendo in cambio un agnello, mentre i pastori avevano facoltà di far pascolare le loro pecore nei terreni privati, dando ai “burgisi” il terzo degli agnelli partoriti dalla madre che avrebbe avuto difficoltà ad allattarlo.
Consapevole che la carne di agnello non era adatta alla conservazione, il “burgisi” operava un altro piccolo baratto col macellaio a cui cedeva una parte dell’agnello, ricevendo in cambio una quantità di carne di maiale che, miscelata alla carne magra di agnello, gli permetteva di ottenere una salsiccia che poteva durare qualche settimana oltre il periodo pasquale.
Tale tradizione è rimasta ben impressa nella memoria di tanti ultraottantenni e, in particolare, in quella di un anziano artigiano, Vincenzo Garifo, che ha tramandato l’antica usanza di confezionare, durante il periodo pasquale, una salciccia composta di carni ovine e suine, diversa da quella preparata durante tutto l’inverno. Realizzando così la salsiccia che a Partinico viene definita pasqualora.

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