L’Abbazia di Santa Maria di Pulsano e gli Eremi
GRAND TOUR BLOG | 14 Ottobre 2021

L’Abbazia di Santa Maria di Pulsano e gli Eremi

abbazia di pulsano

Un luogo di storia e di fede, ma anche di dedizione e di volontà, che domina dall’alto le vallate del Gargano e il golfo di Manfredonia, di cui restituisce uno splendido panorama: è l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano con i suoi Eremi. Situata in provincia di Foggia, fu costruita nel VI secolo sul colle di Pulsano per volere del papa-monaco San Gregorio Magno. Nel tempo, poi, fu distrutta dai Saraceni e nuovamente ricostruita agli inizi del XII secolo da San Giovanni da Matera.

Proprio qui San Giovanni da Matera aveva ritrovato i paesaggi che gli ricordavano la sua terra d’origine e decise di fondare la congregazione degli “Eremiti Pulsanensi” detti “Scalzi“: solo dopo pochi mesi la comunità contava la presenza di almeno cinquanta monaci. Nei secoli è stata la dimora di monaci, anacoreti e cenobiti che qui si sono dedicati alla contemplazione e all’ascesi, fino all’abbandono del sito nel 1969.

L’Abbazia di Santa Maria di Pulsano è perfettamente inserita in uno scenario suggestivo e naturale di rocce grigie su strapiombi di oltre 200 metri e nelle vallate circostanti si contano 24 eremi, alcuni dei quali sono raggiungibili, come l’Eremo di San Nicola, mentre altri sono ubicati in luoghi davvero inaccessibili. Eppure, si sa con certezza che gli eremiti che abitavano queste celle comunicavano tra di loro, proprio in virtù della vita comunitaria a cui erano dediti, sia nel culto che da un punto di vista abitativo e di lavoro collettivo. Uno degli eremi era adibito a mulino, alcuni avevano macine a pietra per produrre il grano, altri erano dotati di sistemi per la produzione del vino e la conservazione dell’acqua. Inoltre, gli eremi, alcuni dei quali si presentano affrescati, sono collegati da una rete di sentieri e di scalinate, oltre che dalla rete idrica di canali scavati nella roccia per convogliare le acque.

L’Abbazia di Santa Maria di Pulsano e gli Eremi oggi

A seguito dell’abbandono degli eremi alla fine degli anni ’60, il sito ha subito un progressivo degrado e un grave depauperamento artistico dell’Abbazia a causa di furti e atti vandalici. Solo nel 1997, la chiesa abbaziale è stata riaperta al culto pubblico e qui è stata fondata la comunità monastica di Pulsano. Oggi i monaci si prendono cura degli eremi e, proprio grazie alla loro mobilitazione unita al lavoro di recupero, l’Abbazia è stata votata come posto del cuore per il FAI (Fondo Ambiente Italiano) nel 2010.

Nell’Abbazia di Pulsano si celebra ancora la messa con il doppio rito, latino e bizantino e si trova una foresteria per ospitare i pellegrini che giungono per brevi periodi di ritiro spirituale. Come da tradizione, l’8 settembre viene celebrata la festività della Madonna delle Grazie di Pulsano. Questa è una ricorrenza molto particolare in cui i fedeli si recano da Monte Sant’Angelo fino all’abbazia sul dorso di muli, per trascorrervi l’intera giornata con la famiglia e gli amici radunati in comitive.

L’abbazia è anche sede di una fornitissima biblioteca che conta oltre 17.000 volumi, a disposizione della comunità monastica di Pulsano e delle popolazioni del territorio. Inoltre è attiva una Scuola di Formazione Permanente in Iconografia che impartisce corsi durante l’estate per giovani e adulti, al fine di avvinarli all’immenso patrimonio teologico-spirituale delle sante icone.



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