Festa dei Morti, tradizioni e usanze nei Patrimoni del Sud
GRAND TOUR BLOG | 28 Ottobre 2021

Festa dei Morti, tradizioni e usanze nei Patrimoni del Sud

festa dei morti nel sud italia

La commemorazione dei defunti è una celebrazione annuale molto sentita nel nostro Paese. Questa giornata, che cade il 2 novembre, segue la Festa di Tutti i Santi e ritrova le sue origini in culti antichissimi.

L’origine storica di questa festa sembra infatti risalire a un antico rito bizantino dedicato ai morti, che si teneva in un periodo compreso tra gennaio e febbraio. Le commemorazioni dei defunti sono presenti, in realtà, in tutto il mondo e in numerose culture. Nella storia della Chiesa la prima celebrazione si tenne nel 998, dopodiché il rito si diffuse in tutta la fede cattolica.

Questa festività venne ufficialmente riconosciuta solo nel XIV secolo, con il nome latino Anniversarium Omnium Animarum. Da allora, il 2 novembre di ogni anno vengono commemorati i defunti e le persone si recano al cimitero per ricordare i propri cari scomparsi. In Italia questa festa è legata a molte tradizioni locali, per cui vengono preparati anche diversi piatti tipici.

La Festa dei Morti nei Patrimoni del Sud

Anche la Festa dei Morti è legata al ciclo della vita e del lavoro, alla stagionalità delle produzioni e alla vocazione maggiormente agricola dell’Italia nel passato. Tra ottobre e novembre le giornate iniziano ad accorciarsi, questo periodo nel calendario agricolo corrisponde alla semina: proprio mentre sulla terra sembra regnare la morte, sotto la vita è in fermento. L’immaginario collettivo delle popolazioni pagane restituiva di questa stagione un’idea ben precisa: la soglia che separava il mondo dei vivi da quello dei morti tendeva gradualmente ad assottigliarsi fino a scomparire, lasciando che la porta delle tenebre, nel giorno dei morti, si aprisse per fare rientrare le anime sulla terra fino alle loro case. Compito dei familiari, di questa anime era, dunque, quello di onorarli e celebrarli, offrendogli il cibo, quale simbolo di eternità e rigenerazione. Un rito pagano che nel tempo fu sovrapposto da quello religioso e cristiano, in cui la riunione della famiglia e la sua protezione sono il filo rosso di ogni usanza.

Campania

In Campania è usanza trascorrere il giorno dei morti al cimitero per commemorare la tomba dei propri cari defunti. In genere è un rituale che coinvolge tutta la famiglia e che ha anche la funzione di riunire parenti lontani. Esiste anche la tradizione gastronomica del “torrone dei morti“: ogni fidanzato deve regalare alla famiglia della propria fidanzata un torrone morbido, quasi cremoso, racchiuso da un guscio di cioccolato. Questo torrone dovrebbe simboleggiare il cibo per i morti che, in quella notte, vanno a trovare la famiglia dell’amata.

Puglia

In Puglia la tradizione vuole che venga lasciata la tavola imbandita nella notte del 1 novembre, in modo da far trovare cibo ai morti che tornano a casa. Le pietanze vengono preparate in base ai gusti dei cari defunti e spaziano fino ai dolci. Credenza vuole che più è apprezzato il banchetto, maggiori sono le probabilità che i defunti restino in casa a proteggere la famiglia fino a Natale. In alcune località esistono ancora dei riti popolari come quello nella cittadina di Orsara, dove viene organizzata la festa “Fuuc acost“: vengono accesi dei fuochi e le braci nelle vie del paese e accanto viene riposto il cibo destinato ai defunti.

Basilicata

In Basilicata ogni famiglia si prepara all’arrivo dei defunti il 1 novembre, seguendo delle vecchie tradizioni. Qui le donne, dopo aver cucinato, posizionano il cibo per i defunti sui davanti della camere dei componenti della famiglia. Poi accompagnano a letto tutti prima della mezzanotte, per evitare di incontrare le anime dei morti. Il cibo rappresenta un omaggio di ciascun familiare per le anime dei parenti, una richiesta di protezione per tutti i viventi nella casa.

Sicilia

In Sicilia la tradizione vuole che, nella notte del 1 novembre, i defunti vadano a trovare i bambini portando loro dolci e frutta secca. Questo giorno diventa una vera e propria festa per i più piccoli che, in questo modo, imparano a esorcizzare la morte e la paura dei morti. Anche la gastronomia locale festeggia i defunti con dolci tipici come le “ossa dei morti“, biscotti con base caramellata sovrapposta a un guscio bianco cavo, che ricorda le ossa. 

Sardegna

In Sardegna, in molte parti dell’isola, è ancora viva la celebrazione della Is Animedda. I bambini vestiti di stracci compiono dei pellegrinaggi lungo le vie del paese, fermandosi a ogni porta per domandare un piccolo dono per le anime più sfortunate. I dolci tipici che vengono offerti sono quelli della tradizione gastronomica locale, come le arance, le mandorle, i limoni e il pane di saba.